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venerdì 15 febbraio 2013

#mirandagoestomilan

milano milano milano. inizio ad amarti. anche se le mie mani sono morbide quando la spugna dei piatti; anche se il mio naso cola in continuazione; anche se il sonno la sera non mi fa vedere tutto il festival di sanremo; anche se il concetto di pausa pranzo qui è molto approssimativo; anche se non mi oriento proprio... arriva il tramonto, e mi piace. mi piace proprio tanto.
ecco come fai a far resistere tutta sta gente in questo formicaio. il tramonto. e certo, na cosa buona ce la dovevi avere a parte il lavoro, le modelle e i vestiti.
comunque non pensare di avermi già convinta. sono difficile da conquistare. magari domani cambio idea. oggi mi gira di scrivere bene di te (si fa per dire). perché alla fin fine sti milanesi sono proprio gentili. sono friendly (come si usa dire qui). e magari domani un sorriso anche se sono le 7 del mattino te lo faccio, cara nevosa Milano.


mercoledì 13 febbraio 2013

#mirandagoestomilan

Primo paradosso: perché a Milano fa così caldo? ho il mal di testa dai 35° dell'aula. é normale? Non ci dovevano essere i pinguini?
Secondo paradosso: perché la campanella all'università suona ogni quarto d'ora e non suona quando finisce la lezione?
Terzo paradosso: perché i milanesi non fanno altro che lamentarsi dei mezzi di trasporto? non conoscono l'atm (azienda trasporti Messina).
Ho un sacco di altri quesiti che mi ronzano in testa, ma non riesco a formularli in italiano. sarà la stanchezza. sono proprio diventata milanese al primo giorno, cena alle 20 e letto alle 21. ma soprattutto un unico pensiero: quando arriva il week end che devo fare la spesa? è impossibile caricarsi i pacchi con la borsa piena di libri e una volta che torni a casa fuori è buio e la nebbia non ti fa vedere manco i tuoi piedi. mah...
Sanremo? ho visto poco e niente... ma Crozza è il migliore 

martedì 12 febbraio 2013

#mirandagoestomilan


23:30 il volo è stato cancellato causa neve. Alitalia decide deliberatamente di spostarmi nel volo delle 6:20 che ho la possibilità di raggiungere in due modi: a nuoto sfidando Grillo; o con la Caronte delle 4 accompagnata dall’amato cognato che con il sorriso sulle labbra me lo rinfaccerà per tutto l’anno.
00:30 dopo attimi di panico riesco a parlare con Cristina dell’Alitalia e spostare il volo di un giorno. Ma, rullo di tamburi, nevica ancora e sullo Stretto si abbatte la tempesta di Dio.
8:30 l’aliscafo per Reggio non parte nemmeno se mi metto in ginocchio e da Villa come cavolo si arriva all’aeroporto con 2 valigie (34Kg totali) il pc e la borsa che pesa quanto quella di Mary Poppins?
9:00 per fortuna ci sono gli angeli. Il mio oggi si chiama Pietro. All’uscita dell’aliscafo mi aspettava con due forti braccia e una Punto scura nella quale ho fatto entrare anche la signora con cui ho fatto amicizia in mare. La poverina non sapeva come arrivare a prendere il volo per Venezia e somigliava tanto alla signora dei piccioni di “Mamma ho perso l’aereo”! e, a dire il vero, anche un signore con il quale in aliscafo non ho parlato ma che avendo sentito che avevo l’autista ne ha approfittato per farsi lasciare all’università (non c’è mai fine alla sfacciataggine umana).
10:10 arrivo in tempo all’aeroporto e la signorina dell’Alitalia mi rimprovera: la caciotta di formaggio e il chilo di pane che mamma ha infilato nel bagaglio all’ultimo minuto rischiano di farmi pagare l’eccedenza. Sorrido e imploro pietà, la mamma è sempre la mamma.
10.30 il mio angelo custode non mi abbandona e aspetta di vedermi passare il controllo, a piedi nudi. I biker borchiati suonano al metal detector.
10:45 vorrei un po’ d’acqua, ma il bar del gate apre proprio quando è il mio turno per salire sull’aereo.
11:00 il mio posto lato finestrino uscita di emergenza accuratamente selezionato è occupato da un distinto signore dai capelli bianchi e la vista appannata.
11:15 decollo e inizio a leggere il mio Glamour. Poco dopo l’Hostes mi offre da bere e uno snack. Inutile dire che volevo quello salato e c’era solo quello dolce che è sempre una porcheria, altro che biscotti di nonna Maria (si chiamano così, davvero).
12:15 atterro in anticipo a Roma e riesco senza problemi a trovare il gate per il cambio del volo. Peccato che continui a cambiare ogni tre minuti. Riesco anche ad andare in bagno senza perdere il cappotto, la sciarpa, la borsa, il pc o il trolley (incredibile!). Mi siedo in un posto riparato e tranquillo (o almeno così pensavo) e una carrettata di francesi decide che sono la vicina di attesa più carina di tutto l’aeroporto. Biascicano qualcosa nella loro lingua, mi spostano borsa, trolley, cappotto e sciarpa e occupano con molta gentilezza (tipica di questo popolo m.n.f.) il mio sedile. Come se non bastasse il WiFi di Roma Fiumicino è una ciofeca (addio Ruzzle) e ancora è solo mattina! 

martedì 29 gennaio 2013

Casa dolce casa

cibo2
L’ultima tendenza dell’arredamento è il food design. Sicuramente ne avrete già sentito parlare, ma ho scovato qua e là alcune immagini che fanno venire l’acquolina in bocca senza far ingrassare di un etto e non potevo fare a meno di mostrarvele. Perché comprare dei tristi pezzi di arredamento comuni se si può scegliere una casa in stile “strega di Hansel e Gretel”? Tappeti che sembrano enormi fette di salame, divani golosi come barrette di cioccolato e pouf dolci quanto un cup cake. Ad ognuno i suoi gusti, si passa dal dolce al salato, dalla cucina al living all’insegna di una casa divertente e gustosa. Lasciatevi rapire dalla bellezza dei cuscini a forma di Orosaiwa di Carolicrea o dal lampadario con gli orsetti gommosi di Jellio Design, e decorate la vostra camera all’insegna della dolcezza. Non so a voi, ma a me l’idea di coricarmi su un gigante Pan di Stelle mi fa andare in brodo di giuggiole dalla goduria. Non si tratta solo di una mania da ragazze in calo glicemico, ma di una vera e propria moda che è stata fomentata da grandi iterior designers. La Ziedzony armchair, ad esempio, non è solo un oggetto dal nome impronunciabile, ma un pezzo d’arredamento creato dallo studio polacco Wamhouse, che potrebbe rendere il vostro salotto unico. Si ok, è a forma di banana, e allora? Sarete solo un po’ più originali del solito (basta non farci sedere la suocera n.d.r.). Ma se siete più numerosi, potete optare per un comodo divano a forma di barretta di cioccolato. A proporlo è Diego Maria Gugliermetto che ci abbina, volendo strafare, anche i pouf a forma di bignè. Se dopo tutto questo bel vedere vi viene fame vi consiglio di consumare il vostro spuntino su uno dei tavoli di Carl Chafee a forma di agrumi. Se il prezzo vi sembra eccessivo (oltre i 2000€) non preoccupatevi, per il vostro food designpotete sempre optare per delle lampade cono gelato, quelle di Alex Garnett costano solo 40€ e non si sciolgono! Non mi resta che augurarvi un appetitoso shopping.

mercoledì 23 gennaio 2013

Tutti matti per lo shatush

Belen è stata, se non la prima, la più famosa fra le dive made in Italy che hanno confessato di preferire lo shatush ad altre colorazioni dei capelli. A seguire ci sono state Elisabetta Canalis, Drew Berrimore e Miley Cyrus. Adesso fare lo shatush è quasi d’obbligo per chi desidera essere alla moda dalla punta dei capelli in giù.

  Shatush5 


domenica 20 gennaio 2013

It-Bag

Se da piccoli giocavate con i Lego e la vostra passione era riuscire a incastrare i vari tasselli per costruire piccoli pezzi di mondo, allora la collezione di borse Chanel S/S 2013 sarà il vostro nuovo gioco della moda!

 Chanelbag