Lucine di Natale che illuminano le strade. Alberi che affiorano fieri dalle finestre. Giardini addobbati come nei migliori film americani. Perfino i lavavetri subiscono il fascino del Natale con i loro cappelli rossi. O forse per loro è solo un modo più semplice di convincerci a cacciare fuori 50 cent. Che senso ha il Natale per loro? Per tutti i ragazzi stranieri che si trovano oggi nelle nostre strade? Che senso ha per chi è solo, senza famiglia? Che senso ha per chi è lontano dalla famiglia per lavoro?
martedì 15 dicembre 2015
sabato 7 novembre 2015
Sogni di celluloide

Io la adoro, partiamo da questo presupposto. E adoro tutte le commedie amiricane con un lieto fine scontato e stupendo. Perché sono cresciuta con le favole Disney e Sex an the City (che alla fine altro non è che la versione pop-porno delle principesse animate). Sono cresciuta con Piccolo Principe e la più ferma convinzione che ogni cosa alla fine va per il verso giusto per il solo potere del sorriso.
martedì 6 ottobre 2015
Tagli Generazionali
I nuovi diciottenni si trovano oggi ad affrontare una società difficile, fra crisi economica, tagli all'istruzione, mancanza di lavoro e prospettive.
domenica 6 settembre 2015
E poi arriva la Luce

Una sera scopri che la tua città ha deciso di brillare di luce propria: la speranza.
La speranza che illuminare d'immenso il monumento più bello di Messina possa illuminare anche le coscienze di chi la abita. La speranza che uno spettacolo così bello non sia l'unico. La speranza che il consumo creativo di una nuova forma d'arte ne porti altre mille a galla. La speranza che internazionalizzarsi attraverso l'arte possa internazionalizzare anche il nostro pensiero.
mercoledì 26 agosto 2015
Chi non lavora non fa l'amore
Vogliamo parlare del rientro in ufficio post vacanze? Ma anche no!
Avete ragione, non si può parlare di cose brutte in un blog bello. Non c'è coerenza (e nemmeno modestia).
Eppure ho una gran voglia di sfogarmi con voi. Perché?
- Non ho un cavolo da fare (non c'è nulla da fare di urgente l'ultima settimana di agosto che non possa essere fatto a settembre, ammettiamolo).
- Mi sudano le cosce sulla sedia.
- Metà ufficio è ancora in ferie e non faccio altro che domandarmi quale gioco di prestigio abbiano fatto.
- Mi fa male l'osso sacro perché ho sostituito la sedia imbottita con quella di legno (vedi punto 2).
- Tutte le mie colleghe sono più abbronzate di me (non che ci voglia molto, ma la cosa mi mette a disagio).
- Odio il rumore dei ventilatori (e non abbiamo l'aria condizionata).
- Mi sento tanto come Anne Hathaway nella prima ora di Il Diavolo veste Prada: inetta, lenta e fuori luogo.
- Mi sudano le cosce (rafforzativo).
domenica 23 agosto 2015
#SicilyOnTheRoad

TI AMO perché odori di olio abbronzante; TI AMO perché non te ne frega niente dello smalto sbeccato; TI AMO perché le gambe sono screpolate dal cloro della piscina e allo stesso tempo morbide di doposole (io uso creme solo in estate); TI AMO perché non c’è nulla di più bello del camminare a piedi nudi ovunque; TI AMO per i pranzi alle 16 e per le cene alle 23; TI AMO per il gusto della birra ghiacciata dopo la salita di ritorno dal mare; TI AMO perché ti fai aspettare tanto e non deludi mai come le vere dive, anzi meglio perché alla fine non te la tiri.
venerdì 7 agosto 2015
Sorbetto-Dresses: tutti i gusti + 1
Sorbetti tutti i gusti: questa la chiave per il successo di un buon abito da sera. Sorbetti al limone, alla fragola, al mandarino. Sorbetti alla ciliegia e all'anguria. Ho sempre amato la frutta estiva, poi se la si associa ad un buon taglio d'abito, il piatto è servito.
martedì 4 agosto 2015
Wedding Party: agitare bene la sposa prima dell’uso
Quando la prima fra le tue amiche più care prende la via dell’altare e inizia la navata verso il sì, mentre il tuo ragazzo di lasciare il nido di mammà non ci pensa nemmeno, l’unica cosa che puoi fare è tenerti occupata con l’organizzazione dell’addio al nubilato più bello della storia!
mercoledì 17 giugno 2015
La filosofia del Sigon: cronaca di una serata senza pensieri
1 Saigon = idee che rimbalzano dalla tua mente a quella della tua amica all’altro lato del tavolo. Particelle che si rincorrono al ritmo incalzante delle gocce di acqua che cadono dal bicchiere scaldato dalle alte temperature estive. Pazze, folli idee di progetti incredibilmente coerenti con la vita che corre
2 Saigon = il mondo è perfetto, ciò che manca è solo quel sorriso in più che stai facendo senza motivo. Perché dove sta scritto che serve un motivo per sorridere alla vita che già così com’è è pazzesca. Dove sta scritto che per vivere bene servono: lavoro, casa, macchina, cane, bollette, cud e telecomando del cancello? Basta una sera, due chiacchiere (o forse più), un’intesa che nessuno può spezzare e la felicità è servita in una scodellina senza fondo fra gli arachidi e le cosine piccanti rotonde che nessuno sa come si chiamano.
3 Saigon = tu sei perfetto e il mondo ancora non lo sa così decidi di urlarlo ai quattro venti, sperando che diventino di più con l’eco del tuo ego inatteso e smisurato.
La formula è semplice Aperitivo + Amica = Chi ti Ferma più se hai deciso che insieme siete meglio delle Kessler?!
Sigon Made in Noa Messina:
Granita di limone
3/4 Vodka liscia
3/4 Vodka liscia
Martini Dry
un goccio di Coca Buton
Scorza di limone
NOTA un buon cocktail non risolve i problemi, ma le amiche sì.
NOTA un buon cocktail non risolve i problemi, ma le amiche sì.
giovedì 14 maggio 2015
Il Plan B del mercoledì
Pantaloncini alla zuava, canotta, borsello a tracolla. Il classico cliché da straniero. Sguardi curiosi nella loro direzione dai pochi messinesi non attaccati alla maglia bianconera. Noi in un angolino del bar con giacchetta, ignare dei 25° (il cervello dice che è ancora maggio) e le gambe coperte (senza calze? che sei matta, ho le gambe bianco latte!). Uno sguardo, due parole in un misto di inglese sbiascicato a rimasugli francesi della mia amica e abbiamo conosciuto le star della serata.
sabato 18 aprile 2015
Vorrei invecchiare come Pamela Prati

mercoledì 1 aprile 2015
Maledetta lunatica Primavera
![]() |
Giacca di pelle e borsetta gioiello Max&Co. - Abito Imperial Fashion - Scarpe Miista |
Noi donne siamo le regine del cambio di programma. Siamo nate sotto il segno della luna e non ci decidiamo mai prima dell’ultimo minuto. Siamo programmate per cambiare programma, sorprende, stravolgere, incasinare la vita dell’altro sesso. E per ora io mi sento ancora peggio. Sarà l’arrivo della primavera con polline e uova di cioccolato, ma sono indecisa su tutto. Scrivo, non scrivo, bianco, nero, esco, non esco. Come Anne Hathaway nel Diavolo veste Prada, me lo faccio o non me lo faccio l’editore bonazzo (?); come Rebecca Bloomwood, la compro o non la compro la sciarpa verde (?); come Belén con Stefano, lo lascio o non lo lascio (ma cu tu fa fari, bella mia)...
domenica 8 marzo 2015
In him Shoes (scarpe, ministre e mimose)
Mentre il paese è impegnato a discutere se sia più “corretto” chiamare Avvocata, Ingegnera Ministra o altro una donna che lavora e sgobba in ugual misura (forse un po’ di più) di un uomo, io ho deciso di auto-festeggiarmi con un nuovo paio di scarpe (sono pur sempre una fashion-victim nel mio piccolo). Ma non un paio di tacchi a spillo con suola rossa che urlano al mondo quanto sono brava come equilibrista. Piuttosto, oserei dire, un paio di scarpe che raccontano quanta strada abbiamo fatto dall’istituzione della Festa della Donna ad oggi.
venerdì 20 febbraio 2015
Il 26% delle donne guarda film porno
Al cinema di solito guardo commedie, per lo più italiane, ma a certe sfumature che battono ai botteghini del trash non ho saputo resistere. Non mi lancerò in una critica snob di libri e film, perché, ahimé, non ho ancora pubblicato un bel nulla e il mio nome non figura nella giuria del Campiello. Ma a smuovere la mia curiosità è piuttosto l’aspetto sociologico. Dopo due ore al cinema (e ci tengo a precisare due), mi domando: perché le donne impazziscono per questa saga?
lunedì 16 febbraio 2015
Il Carnevale è una cosa seria!
Caratterizzato da colori e risate, il
Carnevale è considerata la festa dell'allegria per eccellenza. Giovani e meno
giovani si recano in giro per le città, partecipano a feste in maschera
cercando di liberare la fantasia e dimenticare per qualche ora la solita
routine.
domenica 15 febbraio 2015
#PerchéSanremoèSanremo
Potrei
parlarvi della splendida canzone di Malika che mi ha commosso dal primo
ascolto, nonostante il mio subconscio rifiutasse di tifare per una che ha
mollato Cremonini e porta i capelli alla Ursula; potrei parlarvi della
delusione di Siamo uguali di Fragola/Fedez, che sembrava il risveglio di
Meneguzzi; potrei commentare l’ovazione del pubblico per Il Volo, l’unico gruppo
con le groupies novantenni (cit.); potrei dilungarmi sulla triste figura del
mio amato Raf che sembrava Rocco dopo l’Isola; o consigliare degli psicofarmaci
alla Atzei (“questa è morta e non lo sa”, cit. di mio padre). Ma il mio occhio
mirandesco non può non dare sazio ai commenti sul look.
lunedì 9 febbraio 2015
Divano-Spa 1-0
Il
vento soffiava rumoroso sulla strada ripida e scivolosa. La nebbia avanzava
rapida dalle montagne alle spalle del castello. Il paese sembrava disabitato se
non per la presenza di un gatto che ogni tanto entrava in un vicolo per poi
sbucare fuori due traverse più avanti. La pioggia, fitta e leggera, quasi
inconsistenze, aveva iniziato a scendere presuntuosa e l’unico rifugio utile sembrava
la chiesa con il pesante portone socchiuso e una scalinata frastagliata sul
davanti...
lunedì 2 febbraio 2015
#mirandagoestothegym
Questa
settimana ho imparato che le parole hanno tanti significati diversi. Ma quando
vi associamo qualcosa di positivo se lo portano dietro sempre, anche nel cambio
di significante.
Fino a una settimana fa il Fusion per me era il giappo di via
Montenero 48, tappa fissa una volta a settimana durante la mia trasferta
milanese, dove non sazia di nigiri, onigiri, hossomaki e uramaki, potevo
ordinare spaghetti di soia misto verdure e raggiungere il nirvana orientale,
continuando ad ignorare le differenza culinarie fra Cina e Giappone.
martedì 27 gennaio 2015
Sognando un confetto al babà
Oggi
ho compreso fino in fondo come la superiorità del sesso femminile sia un dato
di fatto, dettato in parte dalle regole sociali e in parte dalla genetica. In
particolare, nel momento in cui la parrucchiera mi ha attaccato in testa la
67esima forcina (le ho contate, vi giuro) ho capito che solo la forza d’animo e
la determinazione della mia categoria di genere mi hanno permesso di non piangere
e mollare tutto. Quattro ore in piedi, fra caviglie gonfie, vene varicose in
esplosione e pruriti intermittenti in differenti parti del corpo a contatto con
la crinolina, mi hanno fatto riflettere.
sabato 24 gennaio 2015
#mirandagoestolorso
Nella taverna più famosa della città, fra una birra e un trancio di pizza
formaggiosa, ho ripreso confidenza con il mio alter ego fashionista. Messe da
parte le babucce di montone, mi sono data ai cuissard borchiati. Niente tacchi
per me, preferisco viaggiare comoda nella giungla nel buon gusto culinario,
lasciandomi andare al ritmo della musica senza pensare a nulla. Più o meno. Non
posso farci niente, l’occhio cade dove il cuore smette di avere riserve. E
coglie, vigile come una volpe, ogni sgarro al Galateo di Miuccia. Una ballerina
è e rimane un’eccezione di stile, ripescata da anni lontani per farci rivivere
momenti felici della nostra infanzia in allegria (e comodità). Ma se hanno una fascetta
sul collo del piede e un calzino alla caviglia in vista, non c’è revival che
tenga (né dignità). Bocciata. Saltello un po’ più in là, brilla della mia rossa
preferita. Ma proprio il rosso del mio rossetto Deborah appena ritoccato alla
toilette mi sbatte in faccia con una mossa di flamenco. A carnevale c’è ancora
tempo ma l’assenza delle mezze stagioni quest’anno ha confuso gli animi. Una
spagnola strizzata in abito rosso e pizzo nero saltella allegra sulla pista.
Beata innocenza, lei non sa e non soffre. Scusala Karl per i suoi peccati,
Dolce&Gabbana hanno investito più di te in pubblicità, senza offesa.
giovedì 22 gennaio 2015
I miei primi Biker!
Ok lo confesso: anch’io mi sono convertita ai biker.
Devo premettere che la natura mi ha dotata di due piedi
alquanto problematici per i quali i tacchi – ahimè – sono il nemico numero uno, quindi sono alla
perenne ricerca di scarpe comode.
Quegli “stivaletti da motociclista”, versatili e comodissimi,
in pelle o scamosciati, hanno attirato fin da subito, inevitabilmente, la mia
attenzione.
Per anni, però, li ho disprezzati trovandoli troppo poco
appropriati al mio look bon ton.
Mi piacevano addosso alle altre, li vedevo adattati a
qualsiasi abito e ottimi sostituti dei tacchi, però appena provavo a metterne
un paio ai miei piedi l’unica frase che usciva dalla mia bocca era: Oh no! Ma
dove devo andare con sti cosi? Io non ce l’ho la motocicletta!
Ebbene oggi ho decisamente cambiato opinione e vi dico: potrei
andare ovunque con questi adorabili biker!
Si perché ieri, finalmente, dopo mesi di ricerche, li ho
trovati. I MIEI biker.
Senza borchie, senza catene, senza spilli strani.
Finalmente anch’io ho un paio di scarpe da poter abbinare a
qualsiasi capo.
Con jeans skinny e maglione. Con leggins e maglia lunga
(perché giusto per ricordarlo: i leggins non sono pantaloni e il fondoschiena
va coperto quando li indossiamo! n.d.r.). Con abito corto, collant 50 denari e
cappello.
Sono un must anche in un guardaroba bon ton, perché basta un
po’ di pazienza nella ricerca per trovare il paio più adatto a noi.
Da oggi, lo confesso, anch’io adoro i biker.
Del resto solo gli stupidi non cambiano opinione.
domenica 18 gennaio 2015
Come diventare un’aspirante blogger (senza blog)
La
nuova moda messinese a due settimane dall’inaspettata neve di capodanno e 10
gradi segnati dal meteo dell’iPhone, sono i sandali senza calze. Una dopo
l’altra aspiranti blogger (senza blog), hanno sfilato davanti al mio tavolino
nascosto in un angolo di piazza vicino al fungo a gas. Sì, perché io ero
appiccicata al fungo spara calore, mentre loro strette nei gilè di eco-pelo a
pecorella spettinata, facevano bella mostra di alti sederi sporgenti strizzati
in jeans botton-up, tirate su da 10-12 centimetri di tacco a spillo. E fin qui,
sono filosofie di vita. Ma mentre mi osservavo un po’ perplessa i piedi
incappucciati in orrende ciabattone di montone, meglio note per un certo brand
australiano, loro mi sfottevano dall’alto di nudi sandali senza calze e
pedicure super curate. Incerta se essere invidiosa, amareggiata per la mia
infelice scelta di stile e vergognata dalla mia andatura goffa (non si può
camminare bene con una suola piatta n.d.r.), l’emozione che ha preso il
sopravvento è stata l’incredulità. Che abbiano tutte il sangue serpentino di
Chiara Ferragni? Oppure una dose preventiva di Agumentin? Insomma, io domani lavoro,
mica posso stare a letto con il raffreddore. Opinioni di vita...
Ricapitolando,
per essere un’aspirante blogger senza blog serve:
Un
gilè di eco-pelo
Un
jeans bottom-up
Un
sandalo di finta pelle nera
Una
piastra brucia capelli (sì, a Messina vanno ancora i capelli super stirati
stile Tronista)
Sangue
serpentino
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